24.05.2011
CORNA ROSSA- VIA ZORDANO… altro viaggio solitario
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La sveglia suona poco dopo le 5…la spengo ed ho la tentazione di girarmi dall’altra parte. Mi chiedo seriamente perché mi vengano in mente certe idee e non so nemmeno darmi una risposta, a volte desidererei non pensarle nemmeno certe cose… quando però qualche ora più tardi mi troverò da solo sulla cima del torrione principale della Corna Rossa capirò che per certe domande a volte non c’è bisogno di risposte.
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Salto giù dal letto, faccio colazione e salgo sulla macchina, lo zaino è già pronto nel baule dalla sera prima: scarpette, magnesio, imbrago, rinvii, gri-gri modificato, t-block, corda, 0,75 cl di acqua, cioccolata e mandorle. Arrivato al parcheggio di Vallesinella me lo carico sulle spalle e imbocco il sentiero, mentre lo percorro tutto d’un fiato mi accorgo che la mia mente sta “vagando” alla ricerca di quel particolare stato di concentrazione che ricordo aver provato ancora in altre avventure da solo, ma mai in maniera così forte.
Sono alla base della parete, guardo su, appoggio lo zaino a terra e mi preparo, è quasi un rito, ogni cosa appesa all’imbrago ha il suo posto ben preciso: questo moschettone lo tengo qui, il t-block va messo di là, il rinvio lungo lo tengo dietro a quello viola…calzo le scarpette, sono le 7, accarezzo la roccia…sono pronto!
Dopo i primi metri di scalata in cui mi sento un po’ spaesato ed anche intimidito, mano a mano che mi alzo sento che acquisisco consapevolezza, il ritmo si fa costante scandito dal respiro regolare, mai affannoso e dal canto del Cuculo che sento provenire dai boschi sotto i miei piedi.
Salgo con decisione tiro dopo tiro…mi fermo per guardare l’ora e bere un goccio d’acqua solo dopo metà parete e noto con sorpresa che sono stato molto più veloce rispetto alla tabella di marcia. Mi trovo alla base del tiro più impegnativo della via (6c – 6c+), parto motivato e concentrato...una cosa è salirlo assicurati da un compagno che ti dà corda al momento giusto e una cosa è salirlo in autosicura: prendo la corda, la faccio passare nel t-block fino a formare un’ansa di circa 2 metri, arrampico, infilo il rinvio nella protezione, riprendo la corda, la faccio scorrere nel gri-gri, rinvio…e così via…
Il tiro “chiave” è alle spalle e l’ho salito senza particolari problemi e soprattutto senza riposi, adesso che sono in sosta posso concedermi un attimo di pausa, guardarmi attorno, ammirare lo spettacolo del Brenta con il candore della neve alla base di tutte le guglie…nel frattempo è arrivato anche il sole, mi volto a sinistra per scattare una foto e vedo la mia sagoma proiettata sopra gli strapiombi: finalmente è arrivata la mia ombra a farmi compagnia! Riprendo a scalare: mi volto a destra e sento il tepore del sole sul volto, mi volto a sinistra e vedo i miei movimenti ripetuti dall’ombra fedele …che bella sensazione…
Ormai non resta più niente da scalare, la roccia si corica e vedo il sassone della cima, percorro gli ultimi emozionanti metri in un silenzio quasi irreale, mi drizzo in piedi e mi scappa un urlo di liberazione e di felicità…
Mezzogiorno è passato da poco…la prima solitaria alla Via Zordano della Corna Rossa è fatta…
La Via Zordano (300m. – 6c+) è stata chiodata e liberata dalle Guide Alpine Piergiorgio Vidi e Tarcisio Beltrami nell’estate 2004 ed è dedicata alla grande Guida Alpina Giordano Detassis.