LA "TRIADE" (PRESANELLA-ADAMELLO-CARE’ ALTO)

06.06.2010

LA "TRIADE" (PRESANELLA-ADAMELLO-CARE’ ALTO)

Concatenamento in 12h 30’delle 3 cime più famose del Gruppo dell’Adamello-Presanella in solitaria ed in completa autonomia.

Val Genova – Val Nardìs – Cima Presanella – Sella Freshfield – Passo Cercen – Sentiero Migotti – Mandrone – Pian di Neve – Cima Adamello – Passo Lobbia – Passo Cavento – Cima Carè Alto – Val di Borzago

60 km. sviluppo

5.000m dislivello in salita

4.600m dislivello in discesa
tempo impiegato: 12 ore 30 minuti
 
…sensazioni ed emozioni uniche…
…anche stavolta la montagna ha saputo regalarmi qualcosa di indimenticabile…anche questa volta torno dai miei monti rafforzato, nella testa e nel cuore…
La differenza rispetto a tanti altri “viaggi” è che stavolta ero tutto solo, dall’inizio alla fine, 12 ore di completa solitudine ed isolamento tra cime maestose, attraverso ghiacciai sconfinati, lungo sentieri interminabili.
Non è stato facile decidere di partire a mezzanotte per infilarmi nel buio della Val Genova in un isolamento totale, in una dimensione di solitudine che mi avrebbe portato verso un lungo e faticoso viaggio di 12 ore.. sapendo che non avrei incontrato nessuno e che non ci sarebbe stato alcun amico per i rifornimenti ad aspettarmi…
 
Fa uno strano effetto trovarsi a sciare giù dalla Ovest della Presanella e poi lungo il versante settentrionale della sella Freshfield in piena notte da soli…percorrere tutto lo sterminato pianoro del ghiacciaio dell’Adamello senza incontrare anima viva…passare accanto al rifugio del Mandrone e delle Lobbie con i balconi chiusi…girarsi a destra e a sinistra in un orizzonte a 360° e vedere una cosa sola che si muove: la propria ombra...
 
12 ore sono lunghe, hai tempo per pensare, cantare, parlare con te stesso, faticare, sperare…
Mentre avanzavo durante il lungo viaggio, per farmi un pò di coraggio, mi ripetevo spesso una frase che avevo letto da qualche parte: …“vola alto solo chi osa farlo”…
Osando a volte può capitare anche di cadere e dover tornare sui propri passi, ma altre volte (quando la componente soggettiva - condizione fisica + mentale - e la componente oggettiva - condizioni ambientali – coincidono) capita di riuscire a volare…e allora la gioia è massima!

L’importante è essere sempre consapevoli di ciò che si sta facendo e soprattutto non cercare di volare troppo più in alto dei propri limiti e delle proprie possibilità.